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Preganziol, una Piazza per l'Arte 2011

Lunedì 30 Maggio 2011 09:44 Stampa  E-mail 
Bruno LucchiÈ dedicata ad un lavoro del Maestro Bruno Lucchi, questa seconda iniziativa voluta dalla nostra Amministrazione e rivolta alla macro scultura ambientale e alle installazioni urbane.

La fruizione di grandi opere d'arte al di fuori degli ambiti consueti in cui si è abituati ad andarle a vedere, come musei, gallerie, collezioni pubbliche, è indubbiamente stimolo per riflessioni legate all'ambiente urbano e alla quotidianità.

L'inserimento di una macroscultura in una piazza, in un parco, in uno spazio pubblico insomma, trasforma l'intero contesto urbano circostante. L'opera rompe lo spazio conosciuto e le sue consuetudini, crea motivi nuovi di rapporti dimensionali e, soprattutto, fa dell'opera stessa un oggetto calato nella dimensione della nostra quotidianità.

Toccare una scultura, viverne la sua installazione in uno spazio destinato al contesto urbano è il modo migliore per rendere il fruitore parte dell'opera stessa. Porre insomma l'osservatore nelle condizioni di valutare la realtà secondo un rinnovato punto di vista, attraverso una inusuale chiave di lettura, inducendolo a guardare con "nuovi occhi" un'opera d'arte in un contesto a lui consueto.
Spogliata, così, della sua simbolica concettualità, l'opera dell'uomo artista diventa parte della vita dell'uomo cittadino.

Sottoposta a giudizi, a confronti, a critiche, l'opera d'arte diviene così elemento del vissuto cittadino e proprietà ideale dei cittadini stessi. Nessun fraintendimento di carattere estetico o critico, semplicemente la sua fruizione, intesa come godimento di un bene che diventa comune per una società attenta e capace di appropriarsi di concetti ed intuizioni legati al proprio sentire. Non più una semplice contemplazione visiva, ma un invito alla familiarità con l'oggetto artistico, alla sua comprensione decontestualizzata e resa così maggiormente disponibile alle risorse del pensiero e dei sentimenti umani.


 


Bruno Lucchi

 

nato a Levico Terme nel 1951, dove tuttora vive e lavora.
Ha studiato all'Istituto d'Arte di Trento completando gli studi al Magistero delle Belle Arti di Urbino.

La terra è il suo materiale, che con il rito del fuoco trasforma in terracotta nel suo atelier, le sue figure diventano poi, bronzi e porcellane, ma da alcuni anni la ricerca abbraccia un nuovo materiale, l'acciaio Corten, da solo o abbinato al semirefrattario e si cimenta nella costruzione di installazioni enormi che trasmettono la rinnovata passione nel confronto con il nuovo materiale. Lo scultore trentino è l'autore dell'imponente installazione ideata per l'atrio della ammiraglia Costa Magica, della flotta Costa Crociere. L'opera dal titolo "Tra memoria e visione" (2004) appartiene alla ricerca dell'artista sulle forme monumentali e l'immaginario della cultura mediterranea. La Costa Magica ospita anche una monumentale scultura di Lucchi in bronzo del "Dio Poseidone" posta sul ponte della nave. Per la Costa Favolosa la più grande nave da crociera italiana, ha eseguito sei figure in bronzo che circondano la piscina ed un mosaico moderno di più di dieci metri quadri dal titolo "Eden" (2011). È già uscito il primo esaustivo volume monografico DIALOGO CON L'INVISIBILE - Carlo Cambi editore e nel 2005 è stato realizzato il primo film-documentario che ripercorre tutta l'opera, le principali mostre personali e l'atelier di Lucchi. È stato prodotto dalla troupe parigina Astiko in lingua francese e italiana. Alla fine del 2009 da alla stampa il libro I SAPORI DELL'ARTE - Publistampa Edizioni. Una raccolta di belle, semplici e gustose ricette, tutte introdotte da preziosi aneddoti dello scultore condivisi negli incontri con artistiamici, grandi maestri dell'arte contemporanea. Dal 1991 vanta al suo attivo più di 170 esposizioni personali e oltre 400 collettive, tutte realizzate nelle più importanti sedi pubbliche e private e in prestigiose gallerie d'arte italiane ed estere. Per quanto riguarda la stampa, di lui si sono occupate tutte le principali testate critiche nazionali (Archivio, Arte, Arte In, Forum Artis, Images Art & Life, Tema Celeste). Nel mese di dicembre 2000 il mensile Arte Mondadori ha dedicato all'artista trentino il supplemento della rivista, ossia un prezioso libro monografico.


 


Breve relazione sull'opera " TRA MEMORIA E VISIONE"
Bruno Lucchi proviene da un passato che è ricerca sui materiali e sulla materia. È stato autore di frammenti di paesaggi, capaci di riportare alla mente ricordi lontani, indizi, impronte o tracce di ciò che è accaduto in precedenza. Come la scoperta di un archeologo, Lucchi tira fuori dalla terra naturale ciò che la terra ha custodito per anni. Forme che riportano alla memoria la traccia del passato. Un reperto che è sentimento, che è passione, che è legame con ciò che è già accaduto e proiezione verso il futuro. Conoscenza e riconoscenza di sé stessi alla ricerca di una forma di interezza e completezza che solo attraverso un percorso formale Lucchi sa di poter raggiungere, afferrare ed affermare. L'opera presentata in piazza Gabbin a Preganziol, è una installazione di quattro elementi un "androgino" due "menhir" e uno "sferoide". I menhir si rifanno all'immagine dei megalitici esempi preistorici, che identificano la volontà di affermazione culturale, religiosa e storica dei primi uomini. Nel lavoro di Lucchi, questi monoliti si sono evoluti durante il suo percorso artistico, trasformandosi da opere in terracotta e poi in bronzo, in elementi, ora in acciaio corten. L'Androgino, figura originaria, è modello e simbolo di un'armonia e compiutezza perduta. Arcana presenza, quasi sacrale custode del tempo, figura del mito tra memoria e visione, che viene dal passato ma che tende utopisticamente ad un futuro migliore. La figura dell'androgino sembra nascere da un menhir o viceversa, cioè l'essere androgino che ritorna al menhir in quanto essenza del suo passato. Il passato ed il futuro sono contemporaneamente interpretati dalle sagome di questa installazione. L'androgino può anche essere percepito come il precursore dei nuovi menhir, visti nelle loro forme come bozzoli di larve del presente che diventeranno farfalle del futuro, oppure uova, della grande madre universale, dalle quali nasceranno gli uomini del futuro. Prototipi destinati a migliorare il mondo apportandovi quanto del passato c'è di buono e amplificandone, nella rinascita, ogni significato. È certamente un messaggio di speranza custodito dalla figura dell'androgino, che si pone come sottinteso monito al presente, fra ricordo e suggestione, tra memoria ed attesa, tra consapevolezza e desiderio. L'opera dello scultore Lucchi è, una volta di più, concreta e tangibile prova di come l'arte possa essere al tempo stesso robusta presenza e leggerezza, forza creativa e palpito del cuore, materia e spirito

 

Ultimo aggiornamento: Lunedì 30 Maggio 2011 11:18